San Gennaro esce illeso dalla fornace

Jusepe de Ribera Reale cappella del Tesoro di san Gennaro, Napoli 1646

L’opera è esposta nella reale cappella del Tesoro di San Gennaro a Napoli, dove viene conservato il sangue del santo, che si liquefa ogni anno davanti a una folla di fedeli.

La scelta di rappresentare san Gennaro in abiti vescovili e legato da una corda evidenzia il momento chiave della sua vita, quando fu condannato a morte per il suo cristianesimo durante le persecuzioni dei cristiani nell’Impero Romano. Secondo la tradizione, san Gennaro fu gettato in una fornace ardente e miracolosamente ne uscì illeso.

La bellezza e l’espressività dei personaggi in questa opera, unita alla maestria tecnica di Ribera, dimostrano l’abilità del pittore nel trasmettere le emozioni attraverso il colore e la luce. Gli occhi rivolti ai putti disposti in alto nel quadro indicano la sua fede e il suo rapporto con il divino, un momento di comunione tra il santo e gli angeli.

Si notano influenze di diversi maestri nella composizione del dipinto, come il Domenichino nella sua decorazione preesistente della cappella e Ludovico Carracci e Guido Reni nella rappresentazione dei personaggi. Queste influenze testimoniano l’apertura artistica di Ribera a diverse correnti artistiche dell’epoca, che lo hanno aiutato a sviluppare uno stile personale e riconoscibile.

La firma e la data sul sasso in basso a destra confermano l’autenticità di quest’opera, attribuita a Jusepe de Ribera, noto anche come lo Spagnoletto. Artista di origine spagnola ma attivo a Napoli, Ribera è considerato uno dei più grandi pittori del Seicento, grazie alla sua abilità nel realismo tenebrista e alla sua capacità di trasmettere l’intensità emotiva dei suoi soggetti.

La pittura “San Gennaro esce illeso dalla fornace” è un capolavoro dell’arte barocca napoletana, che combina maestria tecnica e profondità emotiva. La sua presenza nella cappella del Tesoro di san Gennaro, insieme al sangue del santo, rende l’opera ancora più significativa per la città di Napoli e per i suoi abitanti, che continuano a venerare e celebrare il loro santo patrono.